A quel tempo Davis era uno dei musicisti più apprezzati del mondo e non solo come eccezionale tecnico. Aveva 33 anni e il suo desiderio di crescita iniziava a preponderare sugli aspetti esclusivamente formali della sua musica. Ed ecco che la poetica di Miles Davis comincia ad allargare la propria angolatura. Insieme a John Coltrane (era rientrato del gruppo di Miles alla fine del 1957) e allo sterminato talento di Bill Evans vera eminenza grigia in questo capolavoro. L’interesse per i problemi melodico-armonici di Miles trovavano in questo esile pianista dallo sguardo perso l’interlocutore più preparato e raffinato. Unico difetto era un bianco, ma lo sarà anche Zawinul anni dopo. Con “ Kind Of Blue “, Miles Davis quindi porta avanti la concezione modale, che, anche se latente all’evoluzione del jazz, significava una “ silenziosa “ rivoluzione musicale. Gli assolo, cioè, erano strutturati su determinate scale di note anziché su passaggi di accordi, permettendo una maggiore ampiezza di spazio e di tempo all’improvvisazione. Cinque temi eseguiti in presa diretta e buona la prima con due sax, il tenore del giovane “ Trane “ e il soprano di Julian Cannonball Adderly, Paul Chambers al basso, Jimmy Cobb alla batteria, il pianoforte di Evans (solo nel blues in si bemolle “ Freddie Freeloader “ troviamo il piano di Wynton Kelly). Ognuna di queste composizioni è stata consegnata alla storia.
John Coltrane, Cannonball Adderley, Miles Davis and Bill Evans making Kind of Blue
Track List: 1. So What 2. Freddie Freeloader 3. Blue In Green 4. All Blues 5. Flamenco Sketches 6. Flamenco Sketches (Alternate Take)
Spoiler :



8 commenti:
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